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La somma dei voti espressi dalla Giuria scientifica e dalla Giuria popolare ha decretato il successo del romanzo “Le madri cattive”. Secondo posto per Laura Pugno con “Antartide”. Terza classificata Elena Mearini, con “Undicesimo comandamento”.

Fiuminata (MC) – È Nicoletta Vallorani, con il romanzo Le madri cattive, edito da Salani, la vincitrice della sesta edizione del Premio Nazionale di Narrativa “Maria Teresa Di Lascia”. La cerimonia di premiazione è andata in scena sabato 15 Settembre, presso la Villa Comunale di Fiuminata. Al secondo posto Laura Pugno, con Antartide, edito da minimum fax, in terza posizione Elena Mearini, con Undicesimo comandamento, edito da Perdisa. A Mearini è stato assegnato il Premio speciale Università di Camerino, consegnato dal rettore Flavio Corradini.

Lo spoglio delle schede e i risultati

Lo spoglio delle schede pervenute dai membri della Giuria popolare è stato officiato dall’assessore alla Cultura del Comune di Fiuminata, Anna Grilli, e dal prof. Alfredo Luzi, ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università degli Studi di Macerata e presidente della Giuria scientifica. La Giuria popolare è composta da 35 cittadini del Comune di Rocchetta Sant’Antonio (FG) e da altrettanti residenti nel Comune di Fiuminata (MC), i due paesi che segnano, rispettivamente, l’inizio e la fine della vicenda umana, politica e letteraria di Maria Teresa Di Lascia. Ad affiancare Luzi in seno alla Giuria scientifica, la prof.ssa Margherita Ganeri del Dipartimento di Filologia dell’Università della Calabria, e la prof.ssa Carla Carotenuto, ricercatore presso il Dipartimenti di Lingue e Letterature Moderne dell’Università degli Studi di Macerata.

Al termine dello spoglio delle 70 schede consegnate dalla Giuria popolare, il primo posto della sesta edizione del Premio Nazionale di Narrativa “Maria Teresa Di Lascia” era occupato da Laura Pugno, con 29 voti, seguita da Nicoletta Vallorani con 27 preferenze, e da Elena Mearini con 14 voti. A portare in vetta alla classifica il romanzo Le madri cattive sono stati i 15 punti assegnati dalla Giuria scientifica. Dieci punti sono andati a Undicesimo comandamento, otto ad Antartide. Dalla somma dei voti espressi dalla Giuria scientifica e dalla Giuria popolare è dunque risultata la seguente classifica: Nicoletta Vallorani (42 punti), Laura Pugno (37 punti), Elena Mearini (24 punti).

Gli interventi e gli ospiti

A impreziosire la cerimonia di premiazione, officiata dal sindaco di Fiuminata Vito Rizzo e dal sindaco di Rocchetta Sant’Antonio Ranieri Castelli, gli interventi della prof.ssa Ganeri e della giornalista Angelica Malvatani. Il primo, incentrato sull’analisi di Passaggio in ombra, opera di Maria Teresa Di Lascia che nel 1995, a un anno dalla prematura scomparsa della scrittrice, ha ottenuto il Premio Strega. Malvatani ha illustrato il percorso intrapreso per portare a termine la propria tesi di laurea, la prima in Italia sulla figura di Maria Teresa Di Lascia, intitolata Lo sguardo di una donna.

Ospiti della sesta edizione del Premio Nazionale di Narrativa “Maria Teresa Di Lascia” anche Franco Di Lascia, fratello di Maria Teresa, e Sergio D’Elia, marito di Maria Teresa. D’Elia ha preso la parola al termine della cerimonia di premiazione, ringraziando le due Amministrazioni comunali per il prezioso lavoro avviato nel 2004, a dieci anni dalla scomparsa di Maria Teresa. D’Elia ha preannunciato nuove iniziative dedicate alla figura di Maria Teresa. In particolare, la ristampa del romanzo Passaggio in ombra, purtroppo pressoché irreperibile presso i canali di vendita, e la pubblicazione degli scritti e degli interventi politici di Maria Teresa.

Franco Di Lascia ha consegnato a Elena Mearini la targa per il terzo posto raggiunto nella sesta edizione del Premio Nazionale di Narrativa “Maria Teresa Di Lascia”. La seconda classificata, Laura Pugno, è stata premiata da Sergio D’Elia, mentre la vincitrice, Nicoletta Vallorani, ha ricevuto il primo premio dai sindaci di Fiuminata e di Rocchetta Sant’Antonio.

Il pubblico presente ha manifestato vivo apprezzamento per l’intera cerimonia, ospitata presso gli spazi della Villa Comunale di Fiuminata, in una sala ove è stata allestita anche una Mostra Fotografica dedicata a Maria Teresa Di Lascia. Brani tratti dai romanzi finalisti sono stati letti dall’attrice Claudia Trecciola. Prima dello spoglio delle schede, ad allietare gli ospiti e il pubblico è stato il cantautore Gianluca Conte, in arte “Mezzafemmina”. Speaker ufficiale della cerimonia, Giampaola Olivieri. Alla parte tecnica, Luciano Fermani.

Le motivazioni della Giuria scientifica

Vallorani, Pugno e Mearini hanno raggiunto la fase finale dell’edizione 2012 del Premio Nazionale di Narrativa “Maria Teresa Di Lascia” superando la concorrenza di oltre 75 opere pervenute al Comune di Fiuminata. Di seguito, le motivazioni della scelta addotte dalla Giuria scientifica:

Nicoletta Vallorani, Le madri cattive, Salani

Nicoletta Vallorani Vito Rizzo Ranieri CastelliLa scrittrice, proseguendo un suo cammino tematico e stilistico che ha già dato prove di originalità, costruisce, in Le madri cattive, un romanzo tutto incentrato su un rapporto stravolto tra madre e figlio, dove la madre è complice, a livello psicologico e materiale, di figli poco amati, oppressi, bloccati nella ricerca di una propria autonoma identità. La storia si sviluppa attorno al rapporto complementare ed oppositivo tra due donne: Anna, che trova nella ribellione una forma apparentemente coerente di libertà e Ariel, il suo doppio e il suo opposto, creatura leggera e solare che nasconde invece un cupo groviglio di passioni. Nicoletta Vallorani sviluppa il motivo dell’ambivalenza dominatrice/dominata in una spirale di emozioni che si sciolgono solo nel finale. La lingua, precisa e insieme folta nell’aggettivazione, sostiene la struttura magmatica dei pensieri e del racconto, accompagnandola nell’analisi dei meandri della psiche umana.

Laura Pugno, Antartide, minimum fax

Laura Pugno Sergio DeliaAntartide di Laura Pugno è un romanzo che si sviluppa in modo inaspettato, quasi sorprendendo il lettore, attento a comprendere il significato e le finalità del viaggio del protagonista. Il viaggio è infatti, sin dall’incipit, il tema centrale della narrazione che si svolge tra rivelazioni impreviste e suspense. Il percorso dall’Antartide a Roma fino alle Alpi non denota solo uno spostamento spaziale, ma si connota di significati ulteriori. È il tragitto esistenziale dalla vita alla morte, rappresentata dalla Casa di Miriam a Serre o Ysère, emblematicamente situata al confine tra Italia e Francia. È il cammino della coscienza che induce il protagonista a una maturazione e a una presa di responsabilità nei confronti della vita, costantemente sfiorata dalla morte, come nell’incidente sott’acqua. Il gelo, il freddo, l’oscurità, la notte, il silenzio, affiancati di rado alla luce, ai colori, alle parole, definiscono l’esistenza del protagonista, sospesa, in modo analogo a quella di tutti gli esseri viventi, tra la vita e la morte. La struttura residenziale è il luogo in cui diventa possibile operare la scelta estrema nel rispetto dell’altro e dei propri affetti. Con questo libro l’autrice affronta, con uno stile pacato e un linguaggio definito cristallino, temi di grande attualità, inserendosi nell’ampio dibattito che investe la nostra società. Al lettore è comunque lasciata la libertà di scelta sulla scia del protagonista che, comprese le ragioni dell’operato della Casa di Miriam, riprende il cammino della vita.

Elena Mearini, Undicesimo comandamento, Perdisa Pop

Elena Mearini Franco di LasciaNel panorama della narrativa femminile contemporanea, anche tra le opere qui in concorso, il tema della violenza domestica è molto presente. La sua grande diffusione dipende dalla percezione di uno stato di allarme: è sotto gli occhi di tutti, infatti, la recrudescenza recente delle violenze perpetrate in Italia dagli uomini contro le donne, ed è comprovato l’aumento degli omicidi, degli stupri, delle torture fisiche e psicologiche consumate all’interno delle famiglie, tra le mura domestiche. Le ragioni sociali di questo drammatico fenomeno sono complesse, intricate. Per questo molte scrittrici tentano di spiegarle tramite narrazioni che aspirano a porsi, contemporaneamente, come testimonianze, come denunce e come tentativi di interpretazione. Proprio perché il tema rivela una così vasta diffusione, però, non è facile imbattersi in testi originali, capaci di spiazzare le attese dei lettori. Undicesimo comandamento di Elena Mearini ci riesce, perché riesce nell’ardua impresa di narrare la violenza coniugale, del tipo più brutale ed estremo, senza rinunciare a una ricerca incentrata, più che sul tema, sulla struttura del racconto e sulla qualità dell’espressione letteraria. Rarefatta fin quasi all’aforisma, tendente alla versificazione, ricca di evocazioni colte e di simbologie mistiche, la scrittura di questo romanzo breve è innovativa e raffinata. Il fragile personaggio femminile, che racconta in prima persona il suo ménage con il marito, fatto di mortificazioni, di sevizie e di paralizzanti paure, riesce alla fine a sottrarsene. Il suo gesto finale, profetizzato nel sottotitolo (Uccidi chi non ti ama: quasi un nuovo comandamento rivolto alle vittime della violenza maschile), vuole essere anche un’istigazione alla ribellione, per tutte le donne che subiscono. Coniugando sperimentazione stilistica e scavo psicologico, Undicesimo comandamento prospetta un impianto narrativo non realistico, capace di porsi al tempo stesso come testimonianza soggettiva, come traslazione allegorica e come prefigurazione di riscatto. L’intreccio di questi tre aspetti rende al contempo ricercato, attuale e impegnato il singolare romanzo di Elena Mearini.

I premi
All’autrice vincitrice è stato assegnato un premio di 2.500 euro, alla seconda classificata un premio di 1.500 euro, alla terza un premio di 1.000 euro.

Informazioni

Data di pubblicazione17/09/2012
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